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Sonetto del Bardo

29/03/2012
SHAKESPEARE

Sonetto 115

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Mentono i versi che una volta ho scritto,

dissi:” Di più non ti potrei amare”;

ma all’intelletto era allora incredibile

ch’io, sì colmo, avvampassi ancor più chiaro.

Guardando al tempo, che in vicende a mille

scongiunge i voti e muta legge ai re,

scurisce la beltà sacra, i più fini

stempra, i forti nel suo flusso traveste;

ah del tempo implacato nel timore

come non dirti: “Ora t’amo nel culmine”

quando l’incerto m’era certo e l’oggi

incoronavo, del futuro in dubbio?

 

E’ un bimbo Amore, non dire dovevo,

lasciar pienezza a quel che ancora cresce.

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