USA, riforma sanitaria. Omaggio a Obama

Eletto con una marea di voti atipici (molti che lo hanno votato, pur avendone diritto da anni, si sono recati alle urne per la prima volta) sembrava aver perso smalto e credibilità. Quotidiani USA, oltre che socialista (quale obbrobrio!) lo  definivano nocchiero senza più timone. Lo davano per intristito, con idee perse per strada e con lo slogan, già vincente, trasformato in “Yes, We can’t”, (non possiamo).

La riforma della sanità, vista da noi europei nulla di speciale, povera verrebbe da dire è, invece, per quest’uomo una grande, grandissima vittoria politica e, domani (quando se ne renderanno conto), una enorme accelerazione di progresso sociale per i cittadini statunitensi. Sembra impossibile che quella della sanità pubblica fosse una strada non percorsa da un grande Paese come gli USA.

E’ stata una grande sfida. Vinta. Vinta, certamente, con molti compromessi. Ma vinta.

Penso che, spesso, il Presidente Obama si sia sentito solo, deluso, amareggiato, arrabbiato. Ma non ha mollato.

Onore a Lui che potrà ancora gridare “Yes, We can”.

banzai43

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