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Natale al fronte

30/01/2010

NATALE AL FRONTE

Racconto acquisito dalla “rete”, non ricordo né dove né quando
mi spiace, ma vale la pena leggerlo. 
banzai43


Nel dicembre 1914 inglesi e tedeschi si fronteggiavano da due trincee separate da una striscia di terra brutta e piatta, divisa al centro da filo spinato.

Di tanto in tanto delle sagome avanzavano furtivamente nella “terra di nessuno”, ma la maggior parte dei soldati si trovava più basso dell’orizzonte a sopportare il fango e l’acqua che stagnavano nelle trincee, intenti solo ad evitare il fuoco del nemico.

La Vigilia di Natale, l’aria era fredda e piena di nebbia. Improvvisamente dei soldati inglesi stupefatti videro delle luci avanzare lungo le trincee nemiche. Poi venne l’incredibile suono di un canto. I soldati tedeschi cantavano “Stille Nacht”. Quando il canto cessò i soldati inglesi risposero con “First Christmas”.

Il canto da entrambe le parti durò per un’ora. Poi una voce invitò tutti a superare le linee. Un tedesco con grande coraggio uscì dalla trincea, attraversò la “terra di nessuno” e scese nella trincea inglese. Altri commilitoni lo seguirono, con le mani in tasca per dimostrare che erano disarmati.

“Io sono un sassone e voi degli anglo-sassoni. Perché mai combattiamo?” chiese.

Nell’alba limpida e fredda del giorno di Natale non ci fu nessuna sparatoria. Gli uomini avevano stabilito fra loro di dichiarare la pace.

“Uno spirito più forte della guerra era all’opera quella notte”, commentò un osservatore.

I comandanti di entrambe le parti non approvarono. Essi sapevano che l’amicizia fra nemici dichiarati avrebbe impedito la guerra. Ma la tregua continuò. Perfino gli uccelli selvatici, che tanto tempo prima occupavano il rumoroso campo di battaglia, ritornarono e furono nutriti dai soldati.

Se gli uomini avessero potuto obbedire alloro desiderio di amicizia e di pace e la tregua non fosse finita subito dopo Natale, sarebbero stati salvati 9 milioni di uomini.

Un soldato inglese che aveva preso parte a quella memorabile pace natalizia morì all’età di 85 anni.

Fino alla fine dei suoi giorni non poteva sentire “Stille Nacht” senza che le lacrime gli rigassero le guance.

Si ricordava degli amici tedeschi che aveva avuto in quel giorno di Natale e che, per quanto ne sapeva, aveva poi ucciso nei giorni che seguirono.


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