piccoli vortici vaganti

Piccoli vortici vaganti

Milano, ieri 2 gennaio 2010. Mattino di una splendida giornata di sole, un venticello mite che raggruppa le rade foglie sparse in piccoli vortici vaganti.

Giornata ideale per dare quattro pedalate in sella alla bici (l’ultima uscita risale alla metà del dicembre scorso). Fare una sgambata, come si dice anche per favorire lo smaltimento di qualche etto in più, certamente accumulato in questi ultimi giorni.

All’inizio un filo di fatica, ma vuoi mettere l’ebbrezza dell’andare? L’aria frizzante sul volto? Le mani prossime ad assomigliare a ghiaccioli? Il movimento, poi, genera calore, la pedalata si fa più svelta, il corpo reagisce pronto alla fatica di un piccolo strappo, il fiatone s’acquieta … e via felice per le strade.

Entro in un parco: alberi spogli, erba screziata di bianco per il freddo della notte,  una fontanella gorgogliante. Fuori dal parco le vie della città, macchine assonnate anch’esse come i loro conducenti, la città assopita.

Una visita al cimitero. Pochi fiori, rossi come piaceva a mio padre. Un saluto ai genitori ed ai nonni.

Rimonto in sella per un ritorno, senza fretta, per un pranzo in famiglia, per l’occasione aumentata da una coppia d’amici e d’ambedue i figli.

Un buon inizio di giornata, tranquilla e piana, senza affanno alcuno. Una giornata normale, una fortuna, di questi tempi, non alla portata di tutti.

banzai43


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