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Ombrello e bombetta

16/04/2009

Ombrello e bombetta

Molti ereditavano dai genitori società fondate nell’ottocento: l’idea di cambiare qualcosa non li sfiorava neppure

loretta-napoleoni

Loretta Napoleoni - Economista
da Internazionale 789, 2 aprile 2009

Fino alla metà degli anni ottanta, quando la signora Thatcher avviò la deregulation, il mestiere del banchiere era noioso. In banca finivano i secchioni, quelli che al liceo non riuscivano mai ad avere una ragazza e all’università stavano sempre seduti in prima fila, sotto gli occhi dei professori.

La loro caratteristica era l’avversione al rischio, e infatti nella City, anche ad agosto, andavano tutti a lavorare con l’ombrello e la bombetta per evitare di essere colti di sorpresa dal vento e dalla pioggia.

Anche gli agenti di borsa erano poco avventurosi. Molti ereditavano dai genitori società fondate nell’ottocento: l’idea di cambiare qualcosa non li sfiorava neppure. Neanche i jobbers, quelli che scendevano tutte le mattine nel pit dove in un frastuono assordante si compravano e vendevano azioni e obbligazioni, erano molto interessanti.

La maggior parte aveva a mala pena finito il liceo e si limitava a eseguire gli ordini degli agenti. Molti jobbers avevano cominciato la carriera come fattorini nelle banche o nelle società di brokeraggio.

Banche e borsa facevano parte del mercato finanziario, che come quello della carne e del pesce svolgeva una funzione semplice: la compravendita. I leader mondiali dovrebbero ripristinare un po’ di quella sana monotonia.