Donna: della spinta verso la parità

24/01/2023

Charlotte Whitton

“Le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà. Per fortuna non è difficile”.

Charlotte Whitton
Scrittrice. giornalista, prima sindaca di una grande città canadese (Ottawa: 1951-56 e 1960-64)

dal Kurdistan: Asia Ramazan Antar

15/01/2023

Asia Ramazan Antar è morta in uno scontro a fuoco il 30 Agosto 2016, poco più che diciottenne. E’ stata una guerrigliera e attivista curda con cittadinanza siriana, in lotta per la creazione dello stato del Kurdistan capace di raccogliere sotto la propria bandiera una genia ora ripartita fra Turchia e Siria.

Ciò che propongo è il Suo testamento morale, una poesia che scrisse e inviò alla madre quale “testamento e lettera di addio”.

Da parte mia trovo il testo bellissimo, con la freschezza che solo un giovane può donare quando, nonostante tutto, il suo animo è ancora ricco di speranza.

Asia Ramazan Antar

Io vado, madre.

Se non torno,

sarò fiore di questa montagna,

frammento di terra per un mondo

più grande di questo.

Io vado, madre.

Se non torno,

il corpo esploderà là dove si tortura

e lo spirito flagellerà, come

l’uragano, tutte le porte.

Io vado … Madre …

Se non torno,

la mia anima sarà parola …

per tutti i poeti.

del giudicare

12/01/2023

Quando penso che un uomo giudica un altro uomo, mi sento i brividi addosso.

Lamennais, Pages et pensées catholiques

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I Magi e la Befana. Appunti di viaggio

06/01/2023

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Buongiorno Amici, in occasione dell’Epifania ecco un mio piccolo racconto di fantasia. Un divertimento tanto per sorridere e far scorrere il tempo prima di coricarmi.

A Voi tutti Buona Befana

Gasparre, Melchiorre e Baldassarre, tre sapienti assai distanti fra loro, avevano fatto lo stesso sogno, avevano sentito la stessa voce:  “E’ nato il re dei Giudei, il bimbo che salverà il mondo.  Va da Lui, segui  la stella con la grande chioma argentea, ma prima fermati all’oasi d’Arogiti, quella ai margini del deserto. Vi troverai altri due saggi con i quali fare il viaggio. Andate insieme ad omaggiare il Piccolo e Tu, come loro, porta il dono più prezioso della tua terra.”

Fu così che i Magi (perché erano i re Magi, tanto per intenderci), ciascuno per conto proprio, si misero in cammino, s’incontrarono all’oasi indicato dal sogno, si conobbero e decisero di partire insieme l’indomani, dopo che i loro cammelli si fossero ben riposati, ben pasciuti e fatta scorta d’acqua per il lungo cammino.

Il mattino appresso però ecco la mala sorpresa! Qualche malintenzionato o semplicemente qualche dispettoso aveva sgonfiato i cammelli e nessuno dei tre compagni aveva modo di rigonfiarli.

Sconcertati fecero allora Consiglio. Decisero così di chiedere aiuto ai primi viaggiatori che fossero transitati dall’oasi e, in attesa, si misero a dormicchiare sotto le palme, accanto alla gorgogliante fonte dell’acqua.

Eran quasi appisolati quando udirono dei piccoli scoppi.  Si guardarono attorno e  videro una vecchina con un naso non indifferente ed un grande cappellaccio in testa, che stava prendendo a sberle il manico d’una scopa. Si avvicinarono pieni di curiosità e chiesero alla donna cosa stesse facendo, quale fosse il  torto della scopa, tale da essere percossa. “Non vuole più volare,  accidenti. Non s’accende più. Ed io ho fretta d’andare. Tanti camini m’aspettano”.  “Volare ?” disse Melchiorre. “Si volare” rispose malamente la vecchina: “Mai visto volare una scopa?”. “No” rispose il saggio. “Ho sentito di tappeti volanti, quelli si, ma di scope mai”. S’intromise allora Baldassarre, il più tecnico dei tre che, con garbo e voce suadente chiese alla vecchina: “Nonnina, cosa fai per farla partire? Con quali parole la induci ad alzarsi in volo?” La vecchina rispose sommessamente farfugliando qualche cosa a bassa voce. Baldassarre rimase pensoso, poi  il suo volto si illuminò e disse: “Ho capito. E’ scarica. Deve essere ricaricata. So come fare. Ci vuole la “Cantilena di Magica Ricarica”. E la vecchina, sorridendo senza un dente: “Dimmela allora”.  S’inserì allora Gasparre. “Aspetta Baldassarre, non dire nulla. Piacere per piacere. Tu fai volare la scopa, ma solo se la vecchina ci carica tutti e tre con i nostri doni e, seguendo la stella, ci porta dal Santo bambino”. E la vecchia: “Ma non vedi che il manico è corto? In quattro non ci possiamo stare”.

“Questo non è un problema” disse Melchiorre. “Al prolungamento del manico ci penso io”.

Baldassarre a questo punto guardò la vecchina che aveva confermato l’accordo con un cenno del capo e, detta la Magica Cantilena, ricaricò la scopa che subito rombò felice. Melchiorre, da parte sua, trasformò il manico in uno spazioso quattro posti con bagagliaio.

A questo punto la vecchina alzò il cappello, si grattò la testa, fece salire a bordo i tre illustri passeggeri coi loro doni, si mise alla guida e partì in un lampo verso la stella dalla lunga chioma.

Fu un’esperienza fantastica, volante vien da dire. Abituati ai cammelli il viaggio dei Magi fu inizialmente scomodo, ma veloce. Molto veloce. Arrivarono così ad una capanna dove un bimbo accudito da mamma e papà e riscaldato dall’alito d’un bue e d’un asinello, dormiva tranquillamente e irradiava luce, speranza e felicità.

I tre sapienti, allora, prima di prostrarsi in adorazione e consegnare i loro doni alla Sacra Famiglia, si volsero verso la vecchina, la ringraziarono e le chiesero come si chiamasse per potersi ricordare di Lei. “Hagi” rispose la donna, ma ricordatevi di me come “Befana” perché questo è il nome con cui sarò ricordata nei tempi a venire. E detto ciò s’involò fra le stelle.

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01/01/2023

Buon anno a tutti

(e speriamo bene)

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Fuochi

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Natale 2022, come un Valletto

24/12/2022

_cappellino   Eccoci, una volta ancora a vivere il Natale che come un Valletto, prepara l’ingresso di Sua Maestà, l’anno 2023, che porta con sé speranze e timori legati indissolubilmente fra loro.

Si chiude quindi il 2022 che all’Italia ha regalato un’unica nota veramente positiva: una buona ripresa del turismo inframmezzata dall’usuale dissesto idrogeologico,  da crolli, siccità, smottamenti, ghiacciai assassini, trombe d’aria nemiche dei siti balneari, frane dirompenti e così via. Mamma mia che annata!

Quanto alla vita di tutti i giorni ancora importanti, nel 2022, sono stati i negativi effetti rivenienti dalla pandemia di Covid 19 sempre presente anche se meno mortifera. Il virus è più vivo che mai attraverso le nuove varianti nonostante i continui aggiornamenti dei vaccini disponibili ed una campagna vaccinale tuttora in corso.

Politicamente, un nuovo Governo è finalmente emerso da un voto, purtroppo scarso nell’affluenza, ma democratico e popolare. Un Governo al quale, piaccia a no, si deve riconoscere scarsità di mezzi disponibili e tempi irrisori per approntare una Legge di Bilancio in parte già disegnata dai bisogni reali della popolazione tutta (aziende e privati) e vincolata (non poteva essere altrimenti), all’obbligo morale di contribuire in qualche modo  a moderare gli aumenti di gas ed elettricità (e non solo) che stanno strangolando famiglie e numerose aziende con l’eccezione di quelle che (petrolifere e farmaceutiche a solo titolo d’esempio) hanno potuto trarre e ancora traggono larghi vantaggi dall’avanzare del Covid e dall’aggressione russa all’Ucraina.

Un anno difficile da eliminare dal calendario della Storia. Un anno che ancora lascia, senza soluzione, le frizioni dell’Italia verso altri Paesi (Francia in testa) soprattutto per la ricollocazione, in Europa, dei migranti che, giornalmente, sbarcano sulle nostre coste.

E a proposito d’Europa eccoci presenti, impelagati anche con le regalie-tangenti del Quatar. Potevamo forse mancare? Nossignori.

Circa i fatti interni, grande è la confusione. Chi in precedenza, non ha saputo fare maggioranza organica ed esprimere un proprio Presidente del Consiglio, ha prima sostenuto il Governo Draghi (scelto del Presidente della Repubblica e non del Parlamento!) per farlo cadere, poi, senza rilevanti ragioni politiche spinto da interessi di bottega. Costoro vorrebbero ora dettare l’Agenda alla nuova maggioranza (piuttosto litigiosa direi), dare consigli. Allo stato trattasi di una opposizione confusa, frastagliata e inconcludente, incapace di pensare e concretizzare una linea comune armonica, coerente, metodica, rispettosa e professionale nel fissare obiettivi, modalità di spesa e relativi controlli non burocratici e rapidamente operativi.

Ciò che si autodefiniva “sinistra”  sembra non esistere più. Non si intravvedono nuovi ideali. Solo macerie con militanti del PD alla ricerca di un nuovo Segretario, forse da silurare appena eletto, capace di riproporre una nuova anima, nuove parole guida, nuove sensazioni d’appartenenza, di speranza, di fratellanza, di legame generazionale.

Credo manchino le “scuole di partito”. Là si imparava a pensare, a confrontarsi, a dibattere, ad apprendere i rudimenti per l’amministrazione di strutture pubbliche via via sempre più complesse da ascendere. Scuole di partito il cui obiettivo formativo finale era racchiuso, sempre, in una frase simile a questa: “Ricorda. Il politico è al servizio della comunità, del cittadino, del popolo più debole e deve operare con onestà, correttezza, flessibilità, studio dei problemi, confronto.”

Quale l’origine politica, oggi, di gran parte dei politici nostrani ? Da dove vengono? Hanno un sogno per il Paese? Cosa sanno realmente della politica e della lingua italiana? Che libri hanno letto per istruirsi; come si documentano; con chi e per cosa si sono confrontati negli anni? Sono capaci, se necessario, di raccogliere ed interpretare dati, di mediare? O forse si limitano, di tanto in tanto, a cercare citazioni o frase fatte, in “rete” che, forse, mal comprendono, mal utilizzano o mal traducono coi traduttori automatici (facendo figuracce)  ed essere poi irrisi da qualche giornalista più dotto che, divertito, li prende sapientemente in castagna.

Credo sia meglio ch’io smetta anche se molte sono ancora le frivolezze che potrei riportare.

Mi sono lasciato prendere la mano. Scusatemi.

Obiettivo di questo poster era solo quello di augurare a Voi tutti Buone Feste: per Natale, Capodanno, Befana e per qualche compleanno che, forse, cade fra queste festività.

Per qualche giorno, almeno, tentiamo di essere lieti; avvolti dal calore di chi ci vuol bene ed a cui vogliamo bene e dal ricordo di chi questo calore non ce lo può più dare, ma la cui presenza per noi è sempre viva.

Tanti auguri amici miei, tanti cari auguri di serenità e di buona salute. A Voi tutti un forte abbraccio e la speranza di un futuro migliore.

a_caneinviaggio                   

 

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E’ da molto che non scrivo

19/09/2022
Dal 21 Gennaio il mio blog è senza post e, un poco, mi vergogno.
Son certo capite … anzi sapete, che meno si scrive e meno vien voglia di farlo. E’ una fatica. Innanzi tutto s’ha da pensare, poi ordinare i pensieri (difficilissimo!), mettere un po’ di virgole e punti qua e là (i punti e virgola …, ma dove vanno i puti e virgola?). Insomma, per farla breve esprimere pensieri è una sudata continua, ma qualche volta anche il sudore è necessario.
Detto questo, da quel lontano 21 gennaio 2022 è successo di tutto:
  • La elezione del non proprio nuovo Presidente della Repubblica (usato sicuro)
  • La nascita di un nuovo Governo benvisto, anzi molto benvisto dall’Europa, guidato da Mario Draghi persona autorevole (per taluno un po’ troppo autoritario)
  • L’assalto russo all’Ucraina a conferma delle mire espansionistiche di Vladimir Putin teso a ricostruire l’influenza della deceduta Unione Sovietica
  • L’imprevista resistenza ucraina, che ancora non molla e che anzi si permette, addirittura, di impostare delle controffensive (peccato di lesa maestà), resistenza imprevista non solo per il nuovo czar. E’ pur vero, peraltro, che l’Ukraina è molto aiutata con denaro, armi e sostegni politici esterni, ma è altresì vero che distruzione, dolore, sofferenze e morti sono tutte cose sue
  • La caduta del Governo Draghi, mi sembra giusto: all’estero piaceva più di Berlusconi, resisteva alle pretese di Conte e Salvini che più volte rimbeccato, non lo poteva più sopportare. Ecco allora che “un due tre bin salabim” i tre moschettieri (ma non da soli) lo mettono nel sacco mentre ancora lo lodano, ma con riserva per aver preteso da loro che studiassero i dossier prima di esprimere la propria opinione, meglio se disinteressata, per il bene del Paese.
  • Una Campagna elettorale inconsueta, breve ed estiva, regolata da una legge elettorale dissennata che obbliga a raggruppamenti senza vocazione all’unione, Dove forze alleate non parlano la stessa lingua, dicono cose diverse e si danno pizzicotti che per un po’ lasciano il segno. Dove un Renzi s’affianca a Calenda accettandolo come “guida” (inconcepibile!) di uno pseudo polo che ancora non sappiamo se esisterà, forse pronto a dargli il ben servito non appena se ne presenterà l’occasione e dove molti ancora attendono che Gianni Letta dica qualche cosa di sinistra, finalmente
  • La Gran Bretagna che ha concesso l’estradizione di Julian Assange (co-fondatore di Wikileaks) verso gli Stati Uniti dopo averlo detenuto illegalmente per molto di più di quanto previsto da una sentenza quanto meno assai opinabile e contro il giudizio anche di strutture Internazionali a favore dei diritti dell’uomo
  • La morte della Regina Elisabetta II^ dopo un regno lungo e tormentato per questioni soprattutto familiari a poca distanza delle scomparsa del principe Filippo da Lei tanto amato
  • Giorgia Meloni, leader dei Fratelli d’Italia che attende assai speranzosa che gli exit-poll non siano campati in aria e che il Presidente della Repubblica Le conferisca l’incarico di formare il nuovo Governo (con Salvini, Berlusconi e chi altri?) che, se così sarà, speriamo possa reggere alle spese previste da Salvini, l’aumento delle pensioni promesse dal Cavalier Berlusconi e le prebende a cascata che ogni Governo al suo esordio non riesce a non distribuire
E per il momento, stanco morto come mi sento, non scrivo altro benché molte altre cose, nazionali ed internazionali, sono accadute dallo scorso Gennaio ad ora. Basti pensare al sostegno a Putin da parte di Xi Jin Pin, dal viaggio di Nancy Pelosi a Taiwan, di quello del Papa a Samarcanda, del prezzo di gas ed elettricità ora alle stelle, del mercato di Amsterdam, al …. No. Basta. È bene che smetta. Ho la mano destra rattrappita e temo lo stacco di indice e pollice. Ma non posso chiudere senza ricordarvi la cosa più importante.
Giovani o anziani che siate, poveri o benestanti, ANDATE A VOTARE. E’ Vostro dovere e diritto farlo. Mi rendo conto come, in particolare quest’anno sia difficile  farlo, ma è necessario.
Dite la Vostra, provate ad orientare il Paese come più v’aggrada.
Vi chiedo solo di pensarci un momento. Non guardate solamente al domani, spingete un poco lo sguardo più in là, qualche anno più in là, quando i Vostri nipoti avranno finito la scuola, quando i Vostri figli saranno alla ricerca di un lavoro, quando Voi (ed io con Voi) più avremo bisogno di una sanità meno spendereccia, più simile all’eccellenza a sud come a nord, dove i politici siano statisti e non profittatori, dove la Giustizia sia più giusta, dove … dove … dove …
Il voto è dietro l’angolo. Non perdete la strada, non dimenticate la via. Se lo riterrete opportuno turatevi il naso, mette la maschera antigas, ma ANDATE A VOTARE, quanto meno per non perdere il diritto a dissentire quando il nuovo Governo proporrà cose che Voi non gradirete neppure un poco.

Votate con coscienza. Fatevi una passeggiata con la famiglia e votate tutti assieme.
Quanto al resto, un abbraccio e scusate la “sparata” così lunga. Prometto che in futuro (se avrò ancora la mano ed il cervello) sarò assai più breve.
 
Il Vostro amico
banzai43

Presidenziali. Siamo agli sgoccioli. Ed io dico la mia

22/01/2022
Innanzi tutto un grazie, caloroso, al Presidente uscente Sergio Mazzarella. Ha rappresentato l’Italia in modo degno, attraversato mari tempestosi e affrontato momenti difficili. Ha operato, sempre, in modo cortese, ma fermo facendo sentire la propria voce, sicura, quando lo ha ritenuto necessario. Grazie!

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Posto questa nota oggi, prima che Silvio Berlusconi sciolga la riserva circa la sua candidatura, per poter esprimere il mio pensiero, senza il timore di generare fraintendimenti.
Non amo Silvio Berlusconi e non lo vorrei al Quirinale, ma se diventasse il prossimo Presidente della Repubblica Italiana sarebbe anche il mio Presidente. Sarei, pertanto, pronto, se del caso a rimbrottare chi, italiano o straniero, dovesse criticarlo scioccamente o irriderlo. Sarebbe un comportamento contro l’Italia, e questo non potrei permetterlo.
Quanto a Draghi, preferirei rimanesse dov’è, pur consapevole del prestigio nazionale e internazionale di cui è portatore e dell’autorevolezza e, forse, della stabilità che potrebbe dare all’Italia, in qualità di Presidente della Repubblica, con un settennato al vertice del nostro Paese. Contro di Lui gioca il mio timore di dissolvimento o, peggio, frantumazione del Governo da Lui guidato con buon senso, capacità di mediazione e sicurezza.
Passiamo, ora, alle mie impossibili predilezioni.
Due sono le persone che vorrei potessero vestire i panni del prossimo Presidente della Repubblica italiana (non ho particolari preferenze), ambedue di vasta cultura e con un passato politico non indifferente e, sino a riprova del contrario, scevri d’accuse che ne insozzino l’immagine: Walter Veltroni e Valdo Spini.
Uomini di sinistra, ambedue ex Ministri, romano il primo e fiorentino il secondo.
Veltroni: politico, giornalista, scrittore, regista. Nella mia mente persona seria, sindaco di Roma poco chiacchierato, rispettato dai più.
Spini: uomo di grande cultura, equilibrato, buon mediatore, anch’esso mai chiacchierato. In passato Ministro dell’ambiente (realmente presente e capace), portatore e attivista di varie attività umanitarie eredità, forse, del suo nascere valdese.
Ambedue, a mio giudizio, potrebbero ben rappresentare l’Italia in modo serio, elegante e convincente.
Questo, esposte le mie convinzioni, è tutto.
Sia l’uno che l’altro, è quasi certo, non diverranno Presidente, ma essendo in Democrazia ero libero di dire la mia e così … l’ho fatto!
Al nuovo prossimo Presidente: “Tanti auguri di Buon Lavoro”.

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… eccola: la Befana

05/01/2022

 

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… un poco glamour, ma che volete. E’ una befana antica che ha fatto il lifting. Un restauro che appare abbastanza ben fatto. Ancora auguri di Buona Salute e di Buon Futuro a tutti.

banzai43

 

 

… e ora aspettiamo la Befana

03/01/2022

  Natale e Santo Stefano … andati!

   Capodanno … anche.

   La Befana … in arrivo, universo permettendo: niente comete o meteoriti minacciosi!

   Che fare nell’attesa? La cosa più semplice, ovviamente: riposare, riposare, riposare. Qualche breve passeggiata (breve, mi raccomando, per non stressarci) con mascherina, alimentazione ridotta, bevute limitate. Sono permesse le partite a carte in famiglia, con mani ben pulite, a scopa, briscola e burraco (quest’ultime per i più evoluti), ma senza esagerare per non innervosirci (se perdiamo).

Misurate il tondo vita e tenetelo sotto controllo, non bisticciate in famiglia (stanca!), sonnecchiate al pomeriggio, ma soprattutto fate quello che vi pare (con lentezza) e date poca retta a questo amico, rompiglione che, in attesa della Befana, Vi scrive.

Buon 2022, nuovamente, A TUTTI !!!!!

Antique pen and inkwell

banzai43