2 giugno – Festa della repubblica

02/06/2017

Dio ci protegga

 dalla povertà

dalla fame

e dai politici disonesti.

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W la Repubblica

W l’Italia

della vecchiezza

13/04/2017

“Con il progredire della sua carriera Shakespeare spostò l’obiettivo dei suoi drammi dall’ardore di giovani uomini e donne impazienti di andare avanti con la propria vita alla generazione più vecchia”

Così, con chiarezza, si esprime Stephen Greenblatt nel bel volume “SHAKESPEARE, Una vita nel teatro” che ipotizza l’esistenza, per il bardo, di un brutto sogno, quello del “rischio della dipendenza che la vecchiaia comportava” 

Ma con quali accenti il drammaturgo richiama la vecchiaia? Vediamolo in due dei molti, possibili, passaggi:

Da “Macbeth”:

Il sentiero della mia vita scende alla terra vizza, la foglia gialla, e quanto dovrebbe andare con la vecchiaia, come rispetto, affetto, ubbidienza, amici attorno non devo sperarlo.

e da “I due nobili cugini”

Il crampo della vecchiaia gli aveva messo un piede fuori posto, la gotta gli aveva saldato le dita in nodi, atroci spasmi dall’orbite sporgenti avevan quasi spinto fuori i globi, sì che quanto di vita era in lui sembrava tormento.

Non vi sembra, amici miei, di vedere la vecchiezza che avanza con altri occhi ?

Grande Shakespeare, GRANDE !

Buona Pasqua a tutti. Ai giovani come ai vecchi.

 

 

 

banzai43

 

dall’Italia: Giuseppe Ungaretti

10/03/2017

P  e  s  o

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          Quel contadino

si affida alla medaglia

di Sant’Antonio

e va leggero

          Ma ben sola e ben nuda

senza miraggio

porto la mia anima.

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Donne, compagne di vita e …

08/03/2017

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A Voi tutte,

donne,

splendide e comprensive

compagne di vita,

buon 8 Marzo 2017

e

grazie per tutto ciò che fate per noi.

Un uomo come tanti.

banzai43

8 Marzo: W la donna

08/03/2017

UOMINI

come già scrissi esattamente lo scorso anno, le donne dovrebbero essere festeggiate ogni giorno. Invece, purtroppo, non passa giorno che non siano sfruttate, maltrattate, angariate, stuprate, uccise.

Instilliamo nei nostri bimbi il rispetto, la tolleranza, la comprensione … e tutto ciò che di buono possiamo insegnare.

Mentre scrivo la mezzanotte è giunta. E’ il nuovo giorno. E’ l’8 Marzo, la “Festa della Donna” Una festa inutile se domani sarà tutto come prima. 

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.Comunque sia oggi si festeggia la Donna e noi che la donna la rispettiamo ogni giorno, oggi facciamolo un poco di più, magari solo con una carezza.

 

 

 

 

banzai43

(Immagine acquisita in rete)

 

autoreferenzialità / narcisismo

24/02/2017

duevolti

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Fingi di credere che il mondo giri attorno al sole; ma in fondo in fondo sei persuaso che gira intorno a te.

M. Zamacois 

dall’Almanach des lettres francaise

dall’Uruguay: Idea Vilariño

15/02/2017

Non più

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idea-vilarino

 

 

 

 

 

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Non sarà più

non più

non vivremo insieme

non crescerò Tuo figlio

non cucirò i tuoi panni

non ti avrò la notte

non ti saluterò col bacio.

Mai saprai chi sono stata

perché altri mi amarono.

Non riuscirò a sapere

perché né come mai

né se era vero

quel che hai detto che era Leggi il seguito di questo post »

Giorno della memoria: “Binario 21” – il Memoriale della Shoah di Milano

26/01/2017

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Sotto la stazione Centrale a Milano si nasconde un luogo che fa tristemente parte del nostro passato, ma che in pochi conoscono: il Binario 21.

Non è  una replica dell’attuale  binario 21 in servizio e non é un binario “qualsiasi”. E’ uno dei luoghi “dell’anima”, il luogo da cui, a Milano,  ebbe inizio l’orrore della Shoah. Da qui, tra il 1943 e il 1945,  partirono treni pieni di deportati ebrei (e “resistenti” e oppositori politici) diretti ai campi di sterminio nazisti. In tanti partirono (di 774 si conoscono i nomi), in pochissimi tornarono (solo 22).

Il Binario 21 vuole essere il luogo della “memoria collettiva milanese” diventato, nel tempo,  Memoriale della Shoah di Milano.  Collegato ad esso c’è un progetto con lo scopo di rendere omaggio alle vittime dello sterminio e di far nascere un contesto vivo e dialettico in cui rielaborare attivamente la tragedia della Shoah per non dimenticarla. MAI!

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memoriale-shoah-milano.

Ad accogliere i visitatori una grande scritta: INDIFFERENZA. Questa parola, scelta con cura, rappresenta il sentimento che,  più di ogni altro, ha fatto patire gli ebrei: l’indifferenza della gente nei confronti di ciò che stava accadendo.

Nel “cuore” del memoriale si trovano quattro carri merci dell’epoca, uguali a quelli che partirono alla volta dell’inferno.  In ogni vagone stavano dalle 50 alle 80 persone, quando chiaramente non c’era spazio per tutti. Non c’erano finestre, se non qualche fessura. Non veniva dato da mangiare né da bere ed i bisogni fisiologici si facevano in un secchio. Il viaggio durava 7 giorni e non tutti arrivavano a destinazione.

All’interno del memoriale c’è anche un luogo di riflessione, ricavato in una fossa di traslazione della stazione. Il suo interno è volutamente opprimente e buio (l’unico spiraglio di luce è una striscia che indica l’est) ed ha lo scopo di stimolare la riflessione ed il raccoglimento. Perché il memoriale non vuole essere soltanto un monumento alla memoria di chi non c’è più, ma anche un luogo per riflettere.

                                                                                                                                                                                        ———————

« Il ricordo è protezione dalle suggestioni ideologiche, dalle ondate di odio e sospetti. La memoria è il vaccino culturale che ci rende immuni dai batteri dell’antisemitismo e del razzismo.»

(F. De Bortoli, Presidente Fondazione Memoriale della Shoah)

Le informazioni ed i testi, sostanzialmente immodificati, sono stati reperiti in "rete".

				

della vecchiaia

20/01/2017

Ama l’anziano

(Leonilda Riboni)

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vecchiaiaLascialo parlare perché nel  suo passato ci sono tante cose vere.

Lascialo vincere nelle discussioni perché ha bisogno di sentirsi sicuro di sé.

Lascialo andare tra i vecchi amici perché è lì che si sente rivivere.

Lascialo raccontare storie già ripetute perché lui vuole vedere se stai alla sua compagnia.

Lascialo vivere tra le cose che ha amato perché soffre di sentirsi spiantato dalla propria vita.

Lascialo gridare quando ha torto perché lui e i bambini hanno diritto alla comprensione.

Lascialo salire nell’auto di famiglia quando vai in vacanza, perché l’anno prossimo avrai rimorso se lui non ci sarà più.

Lascialo invecchiare con lo stesso paziente amore con cui lasci crescere i tuoi bambini, perché tutto fa parte della natura.

Lascialo pregare come vuole, perché l’anziano è uno che avverte l’ombra di Dio sulla strada che gli resta a compiere.

Lascialo morire tra le braccia pietose, perché l’amore dei fratelli sulla terra fa meglio presentire quello del Padre nel cielo.

Fa questo o proverai vergogna d’essere uomo.

(Composizione trovata in rete / foto banzai43)

 

dall’Uruguay: Mario Benedetti

14/01/2017

La mia tattica

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benedetti-mario-poeta
.

La mia tattica è

guardarti

imparare come sei

amarti come sei

la mia tattica è

parlarti

e ascoltarti

costruire con le parole

un ponte indistruttibile

la mia tattica è

fermarmi nel tuo ricordo

non so come né so

con quale scusa

ma rimanere in te

la mia tattica è

essere onesto

e sapere che tu sei onesta

e che non ci vendiamo

simulacri

affinché tra noi due

non ci sia un sipario

né abissi

la mia strategia

invece è

più profonda e più

semplice

la mia strategia è

che un giorno qualunque

non so come    né so

con quale scusa

avrai bisogno di me.

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Mario Benedetti

(Paso de los Toros, 14.9.1920 – Montevideo, 17.5.2009)